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– di Alessandro Borghesan

Chiedo scusa per il gioco di parole del titolo, ma dopo aver letto quest’opera firmata da Rinaldo Boggiani è davvero una domanda che vien da porsi ed è un dubbio che il libro stesso va a rafforzare ad un certo punto. Per risolvere almeno in parte questo quesito è bene partire dal principio.

Opera ultima di una trilogia iniziata con “La valigia con la ragazza” e continuata poi con “Tornerà”, “Sono tornato” va a chiudere un cerchio mistico costruito su solide basi da un autore che è riuscito ad unire storia, attualità, scienza e religione per dare vita ad una serie fantasy-thriller molto ambiziosa.

Se nei primi due romanzi erano i personaggi principali ad occupare le pagine del libro, in quest’ultimo non so se si possa parlare di veri e propri protagonisti, o forse il protagonista è uno e voi futuri lettori lo potrete stringere tra le mani? Lo so, detto così vuole dire poco, ma credetemi se vi dico che a lettura conclusa potreste pensarla allo stesso modo.

Certo è che i personaggi non mancano. Tolti Tommaso e Silvia, vecchie conoscenze del romanzo passato, tutta la trama gira intorno all’incontro avvenuto tra alcuni “misteriosi” spiriti del passato che si riuniscono in grande stile e con mezzi di trasporto di tutto rispetto in una vecchia cattedrale gotica abbandonata. Tema dell’incontro: il mondo di oggi. Argomento più che delicato che l’autore mette sulla bocca di questi personaggi in modo magistrale, andando a toccare tematiche tutt’altro che fantasiose, per mostrarci un’ipotetica soluzione ad una realtà improntata sui soldi, e che soldi!

Curiosa è la narrazione che offre pochi spunti alternativi alla trama centrale, come per non distogliere il lettore dal tema principale del libro o dal messaggio che esso stesso vuole trasmettere. Lo stesso “antagonista”, se così si può chiamare, resta quasi vago e si palesa solo con una consistente potenza di fuoco, dove Rinaldo Boggiani si sbizzarrisce con una notevole lista di gioielli tecnologici di cui non si sente parlare tutti i giorni.

E quale sarà dunque il ruolo di Giorgio e Jessica, nuovi personaggi, in questo contesto ultraterreno e ultra scientifico? Io li ho intesi come il lato umano del romanzo, testimoni di un qualcosa che solo chi ha determinate conoscenze, come Jessica, o chi ha il coraggio di credere, come Giorgio, può metabolizzare e accettare come vero e possibile. E alla fine, al di fuori delle pagine, forse siamo noi che dobbiamo cogliere quel messaggio e muoverci in tal senso per risolvere una situazione tangibile a cui nessuno però sembra voler porre rimedio.

Per concludere non credo di spoilerare nulla se dico che si tratta effettivamente di un romanzo, ma un romanzo come non ne ho mai letti altri e sfido chiunque a negare il fatto che ci sia anche della saggistica in questa storia fantasy che affronta in modo incredibile una realtà che è sotto gli occhi di tutti, in modo crudo e violento, senza esclusione di colpi, come è il mondo in cui noi oggi viviamo.

 

L’opera è una prova evidente delle conoscenze acquisite in anni di lavoro da Rinaldo Boggiani, che vanta nel suo curriculum una cattedra di Istituzioni di diritto pubblico condivisa con Italo Mereu, di cui è stato anche allievo. Oltre alla trama, ciò che colpisce di questo romanzo sono le note, segno evidente dello studio a cui l’autore si è sottoposto per dare vita a questa storia di cui ho già detto tutto il possibile in precedenza.

Come se questo non bastasse, Boggiani si è avvalso della penna di Davide Colombo (direttamente dal Sole 24 ore) per anticipare la lettura del romanzo con una prefazione, utile a piantare il seme della curiosità destinato a crescere con il romanzo vero e proprio. Se poi nel corso della lettura doveste sentire il bisogno di dare corpo e forma ad alcune delle creature fantastiche presenti nella storia, verrà in vostro aiuto la matita di Alice Spagni, proveniente dal 4° anno del Liceo Artistico Venturi di Modena, che con il suo talento e la sua mano ha dato vita ai disegni più realistici di ciò che il testo vi trasmette solo a parole Soddisfatti? Se così non fosse a lettura conclusa vi aspetta una piacevole postfazione ad opera di Fabrizio Tedeschi, fondatore dell’Ufficio Insider Trading di CONSOB, che va a chiudere in bellezza un libro a cui di più non si può chiedere ma che di più avrà. Avete capito bene, qualora infatti decideste di rileggere alcuni passaggi, o tutto il romanzo, potrete avvalervi dell’audiolibro con la voce di Marino Bellini e le musiche in sottofondo del Prof. concertista Nicola Cittadin: il primo è attore e regista molto attivo nel teatro che, già in precedenza, ha “collaborato” con Rinaldo Boggiani curando la regia dello spettacolo “Il brevetto”, tratto da un racconto dell’autore; il secondo, dopo aver conseguito il diploma in pianoforte, organo e composizione organistica, ha frequentato i migliori istituti dove ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti, per portare poi la sua musica in numerosi festival anche al di fuori del nostro paese.

Che dire, più di così non mi resta che raccontarvi direttamente tutto il romanzo, ma non lo farò! A voi quindi il piacere di tuffarvi in questa lettura per scoprire cose che voi… forse prima non sapevate.

In occasione della presentazione ci si piò collegare a MAZZANTI LIBRI martedì 29 SETT. ORE 18:45 https://us02web.zoom.us/j/7844625767 appuntamento a cui non si può mancare.


Titolo: Sono tornato
Autore: Rinaldo Boggiani
Editore: Mazzanti Libri, 2020, pp. 179
Disponibile anche in ebook