Irene Barberis è un’artista anglo australiana che diventò amica dell’artista americano Sol LeWitt nel 1974 mantenendo, fino alla sua morte nel 2007, un’amicizia trentennale. Barberis ha avuto il privilegio di lavorare nello studio di LeWitt a Chester negli Stati Uniti rispondendo agli spazi e processi di creazione, investigando le intersezioni tra i loro rispettivi lavori. In questa esclusiva romana Barberis ci mostra delle impressioni/reazioni agli studi italiani di LeWitt a Spoleto e Praiano. Con materiali limitatissimi e poco tempo a disposizione Barberis ha costruito un linguaggio di scambio fatto di varie intersezioni concettuali di “forme nelle forme” e “frasi di colore,” con incluse le annotazioni del processo di formazione concettuale.

L’ouvre dell’artista Australiana si distingue per le sue provocazioni usando la potenza metafisica del colore e l’uso di materiali legati allo sviluppo tecnologico, plastiche varie, leghe sintetiche, e nuove forme di illuminazione. Barberis è una pittrice che crea installazioni e presentazioni new media con un occhio attento per l’elemento performativo e coreografico – è importante notare che il lavoro artistico di Barberis proviene in principio dalla danza. Il movimento e il colore si fondono in ciò che lei chiama psicocoreografia. Barberis è un artista che si muove a livello globale e la sua arte rispecchia le problematiche e le possibilità più uniche della contemporaneità.

In questo excursus filosofico si cercherà di rispondere a questa domanda fondamentale: L’uomo sarà in grado di sovrastare la barriera dei segni facendosi segno e ritmo o sprofonderà nel dominio di una gestualità insensata? Nell’opera di Barberis incontriamo varie psicocoreografie o territorializzazioni, ossia ci troviamo davanti alla trasmutazione stessa dell’uomo contemporaneo davanti al gesto essenziale dell’arte come matrice del futuro. Quale è il rapporto tra lo studio, inteso come luogo e in senso esteso come tradizione artistica (concettualismo, minimalismo, etc), il gesto artistico e la danza come gesto significante in movimento, e il dialogo come significazione condivisa?

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Irene Barberis
Dal 30 gennaio al 4 febbraio 2020

Tibaldi Arte Contemporanea
via Panfilo Castaldi, 18
Roma

Informazioni:
tel. 3663070234

A cura di Milos Zahradka Maiorana