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Roma Giulia Sargenti - Masquerade 4In “MASQUERADE” di Giulia Sargenti, più che la maschera (che cela, inganna e trasforma), è l’invisibilità del fantomatico personaggio a incuriosire e immalinconire. Dietro l’apparenza scenografica e teatrale quale reminiscenza letteraria, quale sogno intravisto, quale ermetico “ritorno” riappare? Il fantasma vendicativo di Amleto? L’Uomo Invisibile? Un antico congiurato? Un attore di cui si è persa la memoria?

Costui, silenzioso e impenetrabile, ammantato di calde e cangianti cromìe, impone silenzio e rispetto all’osservatore che si aspetta ansioso che l’abito prenda vita e la voce riveli profonde verità inconfessate.

Ma egli tace, nella sua posa eroica e spavalda tace, e ogni parola rimane sospesa nel silenzio.

La figura rimane tenacemente muta: è un protagonista o una comparsa?… Avvicinati spettatore: forse sotto il mantello è solo un’irridente gruccia o un triste manichino.

O forse è l’immagine delle tue nascoste paure; nello specchio si riflette l’onirica proiezione delle tue inquietudini.

Essere o non essere?…. Forse siamo solo apparire.