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Musica Alessandra Celletti Cover-per-sito-2Sono passati più di 20 anni da “Hidden Sources” il primo disco che dedicò alle musiche di Gurdjieff e De Hartmann. Eppure Alessandra Celletti, a distanza di tanti anni, ricorda ancora le emozioni che provavò nell’immergermi quotidianamente nello studio di melodie così intense e profonde.

In quel periodo viveva a Praga e i paesaggi misteriosi e ipnotici dell’Asia Centrale evocati da queste composizioni si confondevano con la neve e il freddo pungente della capitale boema. Era una strana  alchimia.

Così quest’anno, dopo tanto tempo, ha pensato di abbandonarsi nuovamente nelle atmosfere sacre che Gurdjieff è riuscito ad esplorare durante i suoi innumerevoli viaggi e a portare alla luce  grazie alla collaborazione con De Hartmann.

Questa volta però il suo pianoforte non è solo. Per “Sacred Honey”, cercando di immaginare e ricreare le sonorità esotiche ed esoteriche dei movimenti, degli inni e delle danze sacre di Gurdjieff, ha coinvolto il polistrumentista Daniele Ercoli.

Alessandra Celletti, i molti dei brani che compongono l’album, ha elaborato i suoni elettronici e suonato l’harmonium (strumento assai caro a Gurdjieff), che acquistatò in un piccolo negozietto di Mumbai in occasione di un mio concerto in India.

Due parole sul titolo: perché Sacred Honey?

La parola Sarmoung significa “ape” e si ha notizia di una Confraternita di Sarmoung le cui origini si perdono nella notte dei tempi; tracce si trovano in Babilonia sin dai tempi di Hammurabi. I Sarmoung insegnavano che la conoscenza oggettiva è una sostanza materiale che può essere raccolta e conservata come il miele. Si ritiene che i Sarmouni (le api) possedessero insegnamenti antecedenti al Diluvio universale. Ecco che torna la metafora dell’Arca e anche se certamente possibile che non sia mai avvenuto un diluvio universale vero e proprio, è probabile che i Sarmoung si riferissero alla loro responsabilità di mantenere l’Arca dell’antica saggezza attraverso le alluvioni del tempo. Sembra che questa confraternita avesse registrato le distruzioni e le rinascite periodiche dell’umanità credendo che la sua tradizione rappresentasse un nucleo eterno ed immutabile di saggezza alla quale l’umanità poteva sempre attingere. Nei momenti critici della storia, i Sarmoung distribuivano il loro “miele” in tutto il mondo per mezzo di agenti debitamente addestrati. Il viaggiatore, studioso di metafisica e di antiche religioni John Bennett riteneva che il simbolo dell’enneagramma,  figura alla base dell’insegnamento di Gurdjieff, così come la conoscenza della legge del sette,  la legge, che secondo il mistico armeno, regola ogni processo di cambiamento e molte delle sue danze sacre, fossero scaturiti dalla Confraternita di Sarmoung. [*]

Da questa suggestione la scelta del titolo per l’itinerario sonoro all’interno del mondo musicale di Gurdjieff e De Hartmann. L’ispirazione evoca anche una questione di assoluta attualità e importanza su cui mi interessava soffermarmi: “Se l’ape scomparisse dalla terra, all’umanità resterebbero quattro anni di vita; niente più api, niente più impollinazione, niente più piante, niente più animali, niente più esseri umani.” (Albert Einstein?).

[*] http://ggurdjieff.it/

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SACRED HONEY
Gurdjieff / De Hartmann
di Alessandra Celletti
Christian & Gospel
2018
Alessandra Celletti – piano, electronics, harmonium
Daniele Ercoli – doublebass, kaval, fludgehorn

Euro 12,00

http://www.alessandracelletti.com/

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SACRED HONEY tracklist

Meditation
The Waltz
The Canon of Seven
The Spinners
Sacred
Chant of a Holy Book
The Sacred Goose
Sayyid Chant and Dance (30.III.1926)
Song of the AÏsors
The Struggle of the Magicians: Fragment No. 6 (Tibetan Dance)
The First Dervish Prayer (Camel’s Step)
Hindu Melody
The Shoemaker
Assyrian Women Mourners
The Song of the Fisherwomen
Easter Hymn and Night Procession
Sayyid Dance (dedicated to Mr. Gurdjieff’ wife)
The Waltz (reprise)
Sayyid Chant and Dance (3.IV.1926)

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