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– di Roberto Filippi

La Basilica di Santa Croce in Gerusalemme si presenta con una facciata di gusto settecentesco ma la sua origine risale al IV secolo d.C. in quanto fu edificata utilizzando una grande aula di un palazzo imperiale costruito nei primi decenni del III° secolo d.C. da membri della dinastia dei Severi in una villa con parco nota come Horti Variani ad Spem Veterem. Era costituito da diversi edifici tra cui ancora si riconoscono l’Anfiteatro Castrense, una sorta di Colosseo in miniatura, i resti del Circo Variano e la grande Aula.

Il complesso fu ridimensionato intorno al 275 d.C. allorché l’Imperatore Aureliano costruì la cinta muraria, che da lui prese il nome, tuttora esistente: parte degli edifici, rimasti fuori delle mura, furono demoliti.

Nel secondo decennio del IV secolo in quanto rimasto, che prese il nome di Palazzo Sessoriano, abitò Elena, madre dell’Imperatore Costantino, che vi stabilì la sede della sua corte e fece trasformare la grande Aula nella chiesa intitolata alla Santa Croce da lei ritrovata a Gerusalemme e portata a Roma.

Dal medioevo ad oggi la chiesa e l’adiacente monastero sono stati affidati a diversi ordini religiosi che ne hanno fatto un centro di spiritualità ed un grande contenitore di opere d’arte. Sui terreni adiacenti all’inizio del ‘900 fu costruita la caserma “Principe di Piemonte”, il primo esempio di costruzione militare con uso di cemento armato, destinata ad ospitare il 2° Reggimento Granatieri di Sardegna. Era costituita da un edificio adibito a Museo, dalla Palazzina Comando e da tre grandi blocchi intorno alla piazza d’armi destinati ai tre Battaglioni costituenti il Reggimento; ad essi si aggiunsero edifici minori per magazzini e servizi e più tardi un grande padiglione destinato a  “Casa del Granatiere” decorato da un esteso mosaico, ora spostato vicino al Museo, rappresentante un soldato all’attacco con un volto somigliante a quello di Mussolini.

La caserma fu bombardata il 19 luglio 1943 da aerei Alleati e danneggiata, successivamente fu abbandonata dall’Esercito. Un blocco fu demolito molti anni fa, gli altri due restaurati e destinati uno ad ospitare il Museo degli Strumenti Musicali e l’altro la Direzione Cinema del Ministero dei Beni Culturali.

La Casa del Granatiere divenne palestra in uso per decenni all’A.N.P.D.I. e fu uno dei luoghi coinvolti nel presunto “Golpe Borghese” del 1970.

Da un paio di anni è tornata al Demanio e assegnata alla Soprintendenza Speciale di Roma Archeologia, Belle Arti e Paesaggio che l’ha destinata a Laboratorio per il Restauro.

Al momento è quasi in rovina ma i lavori di ripristino sono in corso mentre sono in piena attività scavi archeologici nella parte del complesso adiacente alle mura Aureliane.

Già da qualche tempo erano stati individuati resti di un paio di domus di un certo pregio sicuramente abitate da personaggi della corte di Elena: erano state scavate due abitazioni, chiamate convenzionalmente “della fontana” e “dei ritratti” con pregevoli pavimenti in mosaico bianco e nero, generalmente non di moda in epoca costantiniana, forse così voluti dal committente o forse recuperati da un edificio più antico. I muri sono rasati a poche decine di centimetri in quanto le abitazioni, che si erano appoggiate alle mura per il vantaggio di risparmiare una parete, furono fatte demolire, un secolo dopo, dall’Imperatore Onorio per motivi di sicurezza militare.

Parte dei mosaici sono in tessere abbastanza minute bianche e nere, interessante quello con i ritratti di un uomo e di una donna, forse i proprietari, altri in tasselli marmorei più grandi e talvolta colorati.

Gli ultimi scavi, del maggio scorso, effettuati in occasione dei restauri del futuro laboratori, o hanno permesso di rinvenire altri locali della domus dei ritratti ricostruendone la planimetria attraverso una serie di stanze; altri scavi hanno permesso di accertare l’esistenza di una terza domus quasi totalmente distrutta da lavori nel secolo scorso.

Di per se non sono reperti di eccezionale importanza ma vanno inquadrati nell’intero sistema del complesso Sessoriano di cui sono un frammento artistico e storico di un certo interesse.

Per far apprezzare quanto recentemente ritrovato e per mostrare il lavoro di scavo e di restauro svolto dalla Soprintendenza sono previste visite con le seguenti modalità: dall’8 al 16 luglio visite gratuite senza prenotazione dalle 19 alle 20; dal 21 luglio al 1 settembre ingresso gratuito dalle 20 alle 23 con visite guidate a pagamento con prenotazione.

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Basilica di Santa Croce in Gerusalemme
piazza Santa Croce in Gerusalemme
Roma

Informazioni:
tel. 06/3996770
http// coopculture.it.

http://www.coopculture.it/heritage.cfm?id=65

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