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– di Roberto Filippi

– Gaio Giulio Cesare Ottaviano Augusto morì a Nola nel 14 d.C. e fu sepolto a Roma, in Campo Marzio nelle vicinanze del Tevere, in un grandioso mausoleo che si era fatto costruire anni prima a imitazione di sepolcri orientali. E’ il più grande monumento funebre antico rimastoci e si sviluppa formando un cerchio di quasi 90 metri un tempo rivestito di marmo bianco per vari metri di altezza; lo storico greco Strabone descrisse il sepolcro come un grande tumulo coperto di alberi sempreverdi con in cima una statua bronzea dell’imperatore.

Il primo ad esservi sepolto fu Marcello, nipote e genero di Augusto, e poi seguirono vari membri della famiglia Giulio-Claudia finché Adriano costruì un nuovo gigantesco, ma più piccolo, sepolcro sull’altra riva del Tevere, l’attuale Castel Sant’Angelo. Al contrario di quest’ultimo nel medio evo si hanno scarse notizie sulla sepoltura di Augusto che nel XII secolo risulta essere una fortezza dei Colonna nota come “l’Austa”, fu poi distrutta e nella zona delle sue rovine fu bruciato, nel 1354, il cadavere di Cola di Rienzo linciato dalla folla nella piazza del Campidoglio. A metà ‘500 l’area fu acquistata dalla famiglia Soderini che vi istallò un giardino all’italiana famoso al tempo; a metà ‘700 subentrò nella proprietà il portoghese Benedetto Correa che vi attrezzò un anfiteatro noto come “il Corea” dove si svolgeva la “Giostra delle Bufale” una specie di corrida incruenta che fu abolita nel 1829 da Papa Pio VIII. Poi nell’edificio costruito utilizzando quanto rimaneva del mausoleo furono ospitati spettacoli di fuochi artificiali e di prosa.

Nel 1907 l’anfiteatro fu acquistato dal Comune di Roma che lo trasformò in una sala da concerti, conosciuta come “Augusteo”, che pare avesse una ottima acustica finché durante il Ventennio la zona fu sottoposta ad un drastico intervento di demolizioni. L’intero complesso di abitazioni adiacenti, risalenti ad almeno due/tre secoli prima, fu completamente distrutto e sostituito da massicci palazzi “piacentiniani” su porticati, uno dei quali abbellito da un esteso mosaico e da bassorilievi che circondano una grande scritta celebrativa. Al centro della piazza risultante, intitolata ad “Augusto Imperatore”, fu rimesso completamente in luce, anche se molto infossato rispetto al piano di calpestio, il sepolcro imperiale circondato da piccoli giardini.

La piazza comunque è sempre stata appartata, triste e forse un po’ squallida. Nel corso degli anni il complesso augusteo è andato degradandosi, sempre chiuso il monumento, trascurati, sporchi e mal frequentati i giardini, finché la Sovrintendenza Capitolina fece iniziare lavori di restauro che si sono trascinati stancamente per anni. Ora la musica è cambiata, è intervenuta la Fondazione TIM che ha stanziato un fondo di 6 milioni di euro che permetterà di completare il restauro vero e proprio e di intervenire sulla “visibilità e visitabilità” del monumento; sono previste istallazioni multimediali che illustreranno la vita di Augusto e la storia del Mausoleo, la copertura della cella funeraria, una nuova illuminazione della piazza ed altre “diavolerie” elettroniche, ci sarà anche un accompagnamento musicale con “I Pini di Roma” di Respighi ed il “Bolero” di Ravel; queste novità si potranno valutare quando il tutto sarà completato in quanto è sempre vivo il timore di una evoluzione kitsch. La durata dei lavori è prevista in un paio di anni per cui appuntamento nel 2019.

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Mausoleo di Augusto

Sovraintendenza capitolina Roma Mausoleo di Augusto

Sovraintendenza capitolina Roma

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