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di Roberto Filippi

libri-roma-metro-bE’ una domanda a cui risponde il libro Le scoperte archeologiche sul tracciato della linea B della metropolitana di Roma (1939-1953) di Carlo Buzzetti e Giuseppina Pisani Sartorio; editore è L’Erma di Bretschneider, prestigiosa casa editrice nata a fine ‘800, specializzata nello stampare con elegante veste grafica libri di arte e archeologia, in particolare collabora con la Soprintendenza del Comune di Roma per l’edizione dei volumi dei supplementi del Bullettino della Commissione Archeologica Comunale di Roma; il libro in questione è il numero 23 della serie.

Gli autori hanno esaminato e riordinato la grande quantità di appunti e di mappe elaborati da Guglielmo Gatti che fu l’archeologo incaricato dall’allora X Ripartizione Antichità e Belle Arti di seguire i lavori di scavo per le gallerie della metropolitana che avrebbe dovuto collegare la stazione Termini con il sito dove stava sorgendo l’E 42, ora EUR; i lavori furono iniziati nel 1939, interrotti durante la Seconda Guerra Mondiale, e terminati nel 1953 costituendo l’attuale Linea B. Guglielmo Gatti (1905-1981) , figlio e nipote di archeologi che operarono nella Roma umbertina, fu studioso di grande valore che dedicò la vita allo studio della topografia e delle antichità di Roma.

Riuscì, studiando la Forma Urbis, ad identificare, vicino al Portico d’Ottavia, il vero sito del Circo Flaminio fino ad allora collocato in via Botteghe Oscure al posto del Teatro di Balbo.

Negli anni Trenta i lavori erano condotti in maniera molto celere e senza particolare cura per i reperti incontrati; il tracciato previsto intercettava un’area centrale dell’antica Roma probabilmente ricca di emergenze archeologiche e correva in maniera poco profonda sbancando strati antichi.

Il Gatti fu preposto al controllo degli scavi ma dovette agire con estrema concitazione incalzato dalle squadre di sterratori; la sua preoccupazione, talvolta sconfinante in angoscia, si ritrova in alcuni suoi appunti nei quali, pur con prosa asciutta e controllata, s’intravede la sua scontentezza per come era costretto a lavorare. Oltre la documentazione ufficiale compilò un grandissimo numero di taccuini privati donati dagli eredi all’Archivio Centrale dello Stato.

Su questi e su mappe e disegni di siti incontrati nello scavo hanno lavorato gli autori riesaminandoli, riordinandoli, restaurandoli in qualche caso. Sono state esaminati sei settori che coprono il percorso tra Termini e Ostiense segnalando tutte le emergenze archeologiche rilevate dal Gatti giungendo a produrre due planimetrie generali di estrema utilità scientifica.

Secondo la mentalità dell’epoca gli scavi per lavori pubblici avevano la precedenza e incontrando reperti si asportava quanto era possibile e ritenuto interessante e si demolivano o ricoprivano soprattutto le murature dopo un sommario rilievo.

Gli autori hanno anche ripercorso la storia delle migliaia di reperti, dalle statue a piccoli frammenti, trovati e musealizzati riuscendo a rintracciarne una parte. E’ un libro corposo e denso, di non facile lettura ma estremamente interessante e scientificamente validissimo.

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Le scoperte archeologiche sul tracciato della metropolitana B di Roma (1939-1953) dall’archivio Gatti.
A cura di Carlo Buzzetti e Giuseppina Pisani Sartorio
Edizione: L’Erma di Bretschneider, 2015, pp. 360
Collane: Bullettino della Commissione Archeologica Comunale di Roma. Supplementi, 23
ISBN: 978-88-913-0837-5

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