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CB Jonas il Menestrello 1L’ariosa esposizione nella Biblioteca Marconi è l’occasione per presentare la stretta connessione tra immagine e parole, occasione fornita dai racconti di Claudia Bellocchi, racconti che vivono nelle opere pittoriche dell’autrice.

Parole dalle note surreali che vivono attraverso l’immagine, come stigmatizza nella presentazione il critico Roberto Cristini [Le parole e le immagini, elementi simbolici della religiosità secolare, si dipanano per poi sedimentare al sicuro nella culla dell’immaginario collettivo.] e prosegue [Esse trasmutano, divenendo microstoria e attualità militante.] [La sua è una visione allegorica e disincantata di una infanzia edenica, vissuta nella dimensione mitico fiabesca che ben si presta alla “pièce” teatrale (il rito assolutorio, la catarsi per eccellenza).]

Non una semplice mostra, ma una rappresentazione dell’immaginario orale “filtrato e dosato” dall’autoironia. Come un gioco di prestigio da una striscia di colori rifulgenti appaiono improvvisi sulla scena, come i coriandoli di carnevale, personaggi buffi o inquietanti: la festa porta all’incontro con se stessi e con l’umanità piena di bellezza e di contraddizioni senza che la gioia possa lasciare il cuore.

L’autrice Claudia Bellocchi illustra il racconto con lunghe strisce pittoriche ed opere di formato più piccolo; tra sorrisi, risa e malinconia, la storia scorre tra enigmi, giochi e tranelli, perché crudele a volte è la favola: ce lo insegnano la Fontaine e Perrault; ma le favole non spaventano il cuore dei fanciulli che credono ai miracoli e agli animali parlanti: nella favola si può cancellare l’aspetto crudele e far svanire ogni diversità col gesto gentile di una bambina che esprime un desiderio soffiando sui semi di un fiore incantato.

E’ da qui che nasce l’energia per affrontare la vita, per costruire l’imprevedibile, per creare e sperare nell’invisibile.

I bambini non hanno paura del mondo mentre gli adulti che hanno ingabbiato l’immaginazione e la speranza, si!

Racconti fantastici, filastrocche, e ballate sono un modo di parlare della vita, abbracciandola tutta con una leggerezza mai superficiale: questa è l’eredità che ci hanno lasciato i maestri come Calvino e Cortazar, o pedagoghi della fantasia come Rodari e Fo; questa, celebriamo nelle strisce e nelle opere pittoriche che illustrano momenti dei racconti di Claudia Bellocchi.

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CB raimondo-rap1BALLA CON GLI OCCHI E CANTA COL CUORE
Dal 6 al 25 giugno 2016

Biblioteca Guglielmo Marconi
via Gerolamo Cardano, 135

Informazioni:
tel. 06V/5460301
Sito web

Orari:
lunedì 15 / 19
dal martedì al venerdì 9 / 19
sabato 9 / 13

Il Lunedì dalle 9:00 alle 15:00 la biblioteca é riservata alle visite guidate e attività con le scuole

chiusa nei giorni di festività (locali/nazionali)

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