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brandi_roma v.Coronari 40x50 olioNon inganni nella pittura di Roberta Brandi la molteplicità e la diversità di ispirazione nelle varie sue sperimentazioni: dalla ricerca surreale delle prime esperienze alle divagazioni sul Mito e i suoi archetipi, all’uso efficace e motivato della macchia in atmosfera “en plein air” postimpressionista, alle. incursioni nel realismo più speculare, conseguenza quest’ultima di una necessità tecnica a completare un tutto tondo del proprio sapere, quasi doverosa nell’etica dell’artista.
Tutto questo non per svariare in una specie di pellegrinaggio estetico, né tantomeno per contentare critici e committenti. L’artista, come deve essere, è sola davanti al tragitto delle proprie esperienze e al procedere della propria, solitaria, maturità.

Dalle vedute urbane, intrise di umide nebbie e di splendori improvvisi, ora aperte a RB 3°del trittico bacio 40x50 oliosquarci di spaziose ariosità, ora incisive e segnate da valenze espressioniste, l’attenzione dell’artista si rivolge poi all’amore per la figura immaginata e ricostruita nella sua monumentalità, testimonianza di una umanità non più dissolta nelle fuorvianti dissipazioni di astruse e cervellotiche tendenze contemporanee, ma con la forte e decisa affermazione di una corporeità spiritualmente legata al proprio fondamentale pathos: essere qui e adesso, nel vissuto della nostra fragilità e forza, nonostante tutto.
L’artista mi confessa di altre esperienze, quasi nel timore di sembrare dispersiva, dall’encausto, all’affresco, alla pura astrazione.

RB Roma via C. di Rienzo 80x110 olioPerché no? Ugualmente il filo tenace della sua pittura è visibile ovunque, con la sintesi del suo valente mestiere, con gli slanci del suo fervore cromatico, negli accordi di grigi preziosi e nei vertiginosi tracciati di improvvise prospettive, infine con la sicurezza del suo tratto vitale, tutto riconduce al legame che fa rivivere quasi la gioia, la commossa, carnale affermazione di una artista che crede fermamente nel mistero della realtà e nella bellezza del suo straordinario manifestarsi, erede in questo indubbia di antiche magistrali scuole, nel sentimento profondo e irrinunciabile di una visione totale e rivelatrice, che poi è lo stesso sentimento, vissuto sulla tela, del proprio fervore di esistere.

 

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